PLAN REVEL

PLAN REVEL
Localita: 
Plan Revel, Bardonecchia, Torino, Piemonte, Italia
data: 
2014
Committente: 
Consorzio PLAN REVEL
Programma: 
Intervento Urbanistico e edilizio per edilizia residenziale e social housing
Superficie di costruzione: 
6000 mq
Volume di costruzione: 
18000 mc
Status: 
Idea

Questo concorso per Idee nasce dalla volontà del Consorzio “PLAN REVEL” di redigere un piano particolareggiato in applicazione del Piano Regolatore del Comune di Bardonecchia, inserendo in un contesto fortemente significativo sotto il profilo paesaggistico, un complessivo di 18’181 mc, 202 abitanti da disporsi su una superficie territoriale di 34'611 mq. Il tutto da realizzarsi in lotti funzionali, superfici da destinare a parcheggi, servizi e verde pubblico.

Da notare che detto consorzio, aveva già precedentemente svolto un analisi di fattibilità dell’intervento che non aveva riscosso l’adeguata attenzione delle autorità preposte al controllo delle bellezze paesaggistiche.

L’area d’intervento è posta a monte della cittadina di Bardonecchia, in posizione “belvedere”, strategica sin dai tempi della grande guerra (presenza in loco di architetture militari dismesse), comunque scollegata dal centro cittadino e distante dai sistemi di risalita degli impianti sciistici.

Pertanto appare immediatamente chiara una visione generale di inadeguatezza dell’intervento rispetto all’esistente consolidato. La scelta politica ed amministrativa in questo caso, “cozza”, con l’ambiente e la sua immagine.

Il tentativo di mediazione appare nella richiesta di Bando: “.. la sfida del costruire e l’abitare la montagna, rinnovandola in un eccezione che sempre più deve essere responsabile, non solo attraverso la tutela ma anche verso l’ambiente con il suo delicato equilibrio.”

Altresì, come da progetto già presentato: “L’orografia suggerisce la possibilità di una viabilità veicolare in sottosuolo e continuità delle aree verdi a garanzia della ridotta frammentazione della percezione dell’insieme, ma anche di contenere l’oltraggio dei mezzi di trasporto a motore e pertanto un maggiore confort per chi gode del riposo offerto dalla montagna.”

Il bando continua con una richiesta esplicita della mediazione tra contesto alpino ed intervento, prediligendo i concept collegati agli antichi borghi.

L’intento di questo studio è stato quello di non proseguire nella direzione del progetto già rigettato, limitandosi in un generale “restailing” delle unità immobiliari. Siamo andati oltre, promuovendo un concetto aggregativo di ridotto impatto composto da una maglia insediativa con caratteristiche di autonomia economica e di servizio, specialmente nei mesi invernali (maggior presenza e densità demografica).

 

IL PROGETTO

Il nome del programma in “CAPE PLAN REVEL”, indica questa volontà unica e irripetibile: il punto più a nord dell’antropizzazione umana, verso il versante alpino a Bardonecchia. Da qui la partenza o l’arrivo per ogni escursione o esperienza sia lavorativa che hobbystica, posta tra territorio urbanizzato e la natura, quale limite invalicabile da ogni e qualsiasi futura speculazione.

Il concept progettuale prende spunto dalle possibilità di scavo offerte dal precedente progettazione del Consorzio e lo accentua nella viabilità, nei posti auto, nei ripostigli posti al piano inferiore per il deposito delle attrezzature sciistiche, adeguando il livello zero oltre all’accesso a “CAPE PLAN REVEL”, ad un possibile “snodo” tra e per il servizio pubblico finalizzato ai collegamenti agli impianti e Bardonecchia; prende spunto dalla distribuzione dei volumi e degli accessi dei paesi posti in pendio per tracciare una viabilità di insediamento; prende spunto dai camminamenti e dalle trincee della Grande Guerra (li già presenti) per realizzare una protezione mimetica al paesaggio e protettiva agli eventi atmosferici; prende spunto dalla necessità di sopravvivenza economica creando un “polo” commerciale su cui far ruotare una comunità di 202 persone (nuovo insediamento) rendendolo parzialmente indipendente dai servizi offerti ad una distanza importante, anche divisa da  notevole differenza di quota. Quest’ultimo punto, elaborato come da progetto proposto, si compone come nuovo ed attrezzato accesso al parco naturale che non si pone in contraddizione con l’edificato, ma lo compenetra, diventandone parte integrante. Niente recinzioni o divisioni di proprietà, niente mezzi meccanici, solo natura al suo stato puro, che demanda la manutenzione ordinaria o la sua coltivazione o/e pastorizia all’uso stretto richiesto e necessario.

Un punto di accesso sia invernale che estivo ad una porzione del territorio alpino, strategicamente importante sotto il profilo economico, da intendersi ed utilizzarsi anche come punto di ristoro, accesso, ingresso, arrivo, traguardo, svago, relax, bella vista.

Ma cosa appare nel paesaggio? Solo ciò che non si può nascondere, i volumi degli edifici.

Lo studio ha elaborato tre tipologie di immobili che variano in base ai tagli d’accoglienza: piccolo, medio e grande.

La composizione complessiva dell’idea progettuale pur limitando la caratteristica della frammentabilità degli interventi, da una risposta concreta ed innovativa a quanto richiesto nel bando.

 

IL RISULTATO

Come già esposto, la volontà imprenditoriale e le scelte di mercato hanno fatto sì che la commissione prediligesse un intervento generale di “restailing”, delle unità immobiliari proposte dal precedente impianto progettuale.

 

STUDIO MARCUCCI ARCHITETTI

Architetto: Nicola Marcucci
Collaboratore: dott. Arch. Giovanni Impagliazzo